Il Conto Termico 3.0 è il meccanismo gestito dal GSE che incentiva piccoli interventi di efficienza energetica e di produzione di calore da fonti rinnovabili. Oltre alle pubbliche amministrazioni, possono accedere i soggetti privati, comprese le imprese.
Le imprese possono fare lavori di efficienza energetica (Titolo II) solo su edifici del terziario, cioè quelli accatastati come A/10, gruppo B, gruppo C esclusi C/6 e C/7 e gruppo D escluso D/9. Gli impianti termici a fonti rinnovabili (Titolo III) sono ammessi anche in altri casi. Per le imprese sono esclusi gli apparecchi alimentati a combustibili fossili, compreso il gas naturale.
L'incentivo copre una parte delle spese ammissibili, IVA esclusa: al massimo il 65% per le piccole e medie imprese e il 60% per le grandi. Sono previste maggiorazioni, per esempio per le aree assistite e per i componenti prodotti nell'Unione europea. Ogni intervento ha poi massimali propri di spesa e di incentivo.
Le risorse annue sono 900 milioni di euro, di cui 150 milioni riservati alle imprese. Fino a 15.000 euro l'incentivo è pagato in un'unica rata; sopra quella cifra arriva in rate annuali costanti, di solito in 2 o 5 anni a seconda dell'intervento.
Le imprese devono inviare una richiesta preliminare prima di iniziare i lavori, altrimenti la domanda non è ammissibile. A lavori finiti, la richiesta si presenta sul Portaltermico entro 90 giorni dalla conclusione dell'intervento.