Quando un'impresa chiede un finanziamento, la banca la valuta con un proprio modello di rating: un giudizio sintetico sulla probabilità che il debito venga rimborsato regolarmente. Da quel giudizio dipendono la concessione del credito, l'importo, le garanzie richieste e spesso il tasso applicato.
I modelli variano da banca a banca, ma guardano in genere a tre aree. La prima sono i numeri del bilancio: redditività, livello di indebitamento, equilibrio tra fonti e impieghi, capacità di generare cassa per servire il debito. La seconda è il comportamento nei rapporti con il sistema bancario, che emerge dalla Centrale dei Rischi della Banca d'Italia: utilizzi degli affidamenti, sconfinamenti, ritardi. La terza sono le informazioni qualitative: settore, mercato, organizzazione, qualità delle previsioni.
Un punto spesso sottovalutato: la Centrale dei Rischi può essere consultata gratuitamente anche dall'impresa stessa, che ha diritto di conoscere i dati segnalati sul proprio conto. Controllarla prima di una richiesta di credito permette di individuare e chiarire eventuali anomalie.
Molti fattori del rating si possono migliorare, ma non dall'oggi al domani: una diversa struttura dei debiti, una gestione più ordinata degli affidamenti, previsioni economiche e finanziarie documentate. Per questo conviene conoscere la propria posizione con mesi di anticipo, non il giorno in cui si entra in banca.