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Toscana, Economia Circolare – Privati: fino al 60% a fondo perduto per gli impianti di riciclo dei rifiuti delle PMI, domande entro il 23 ottobre

La Regione Toscana mette 15 milioni a disposizione delle PMI che trattano e riciclano rifiuti: contributo del 60% per micro e piccole imprese, del 50% per le medie, su progetti oltre 200.000 euro.

Redazione PRESYDIA · 17 ottobre 2026

Ente
Regione Toscana – Sviluppo Toscana S.p.A. (PR FESR 2021-2027, sub-azione 2.6.1.2)
Territorio
Toscana
Dimensione d'impresa
Micro imprese, Piccole imprese, Medie imprese
Tipo di aiuto
Fondo perduto
Beneficiari
MPMI del settore trattamento e recupero/riciclaggio rifiuti con unità produttiva in Toscana (ATECO sezioni B e C, codici 38, 39, 41, 42, 43, 46)
Importi
60% (micro e piccole) o 50% (medie) delle spese ammissibili; progetti oltre 200.000 euro; contributo massimo da 300.000 euro a 3 milioni in base alla capacità di riciclo; dotazione 15 milioni
Apertura
7 settembre 2026
Scadenza
23 ottobre 2026

Il bando "Economia Circolare – Privati" della Regione Toscana, gestito da Sviluppo Toscana, finanzia la realizzazione o il potenziamento di impianti per il recupero e il riciclaggio dei rifiuti. Nonostante il nome, non è rivolto ai cittadini: "Privati" indica le imprese, in contrapposizione ai soggetti pubblici.

Possono partecipare micro, piccole e medie imprese che operano nel trattamento e nel recupero dei rifiuti, iscritte al Registro imprese, con attività prevalente nelle sezioni ATECO B e C o nei codici 38, 39, 41, 42, 43 e 46. L'intervento deve trovarsi in un'unità produttiva in Toscana. Deve aumentare la capacità di riciclo e trattare in prevalenza rifiuti prodotti in regione.

Il contributo a fondo perduto copre il 60% delle spese ammesse per micro e piccole imprese e il 50% per le medie. Il progetto deve superare i 200.000 euro di spesa. Il contributo massimo cresce con la capacità di riciclo: 300.000 euro sotto le 5.000 tonnellate l'anno, fino a 3 milioni da 30.000 tonnellate in su.

Sono ammesse opere edili e impiantistiche legate ai macchinari, beni strumentali, brevetti e licenze, consulenze e certificazioni ambientali fino al 10% del costo, e rimozione dell'amianto. Sono esclusi gli impianti per i rifiuti urbani indifferenziati e le discariche. Il progetto va concluso entro 21 mesi dalla concessione.

La dotazione è di 15 milioni di euro e le domande sono valutate in graduatoria. Si presentano solo online sulla piattaforma SFT, con SPID, CIE o CNS e marca da bollo da 16 euro.

A chi interessa

PMI toscane che gestiscono impianti di trattamento, recupero e riciclaggio dei rifiuti

Cosa fare

Chi ha un progetto pronto deve completare la domanda su SFT entro le 12 del 23 ottobre 2026, con relazione tecnica e dichiarazioni DNSH e climate proofing. I lavori non possono iniziare prima della domanda.

Informazioni di carattere generale aggiornate al 17 ottobre 2026: non costituiscono consulenza professionale. Prima di qualsiasi decisione verifica i testi ufficiali indicati nelle fonti o rivolgiti a un professionista.

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