L'Agenzia delle Entrate ha pubblicato il 5 ottobre 2026 un provvedimento che avvia una nuova serie di comunicazioni per favorire la regolarizzazione spontanea. Riguardano i contribuenti che nel 2023 hanno emesso fatture elettroniche o trasmesso corrispettivi telematici senza far concorrere quei ricavi, in tutto o in parte, al reddito d'impresa.
Il confronto avviene tra i dati delle fatture e dei corrispettivi giornalieri in possesso dell'Agenzia e quanto indicato nei quadri RF, RG o LM del modello Redditi 2024, cioè la dichiarazione relativa al periodo d'imposta 2023.
La comunicazione arriva via PEC al domicilio digitale del contribuente. La stessa comunicazione e i dettagli si trovano anche nell'area riservata, nel Cassetto fiscale e nel portale Fatture e Corrispettivi. La PEC da cui parte il messaggio non accetta risposte: per chiedere chiarimenti o segnalare elementi che l'Agenzia non conosce bisogna seguire le modalità indicate nella lettera, anche tramite il proprio intermediario.
Chi riconosce l'errore può correggerlo con il ravvedimento operoso e pagare sanzioni ridotte, tanto più basse quanto prima si interviene. Il provvedimento precisa inoltre che questi dati sono messi a disposizione anche della Guardia di Finanza.