A settembre l'Agenzia delle Entrate ha diffuso una serie di avvisi su campagne di phishing che usano il suo nome e il suo logo. Riguardano anche imprese e studi, dove chi gestisce l'amministrazione riceve ogni giorno email e messaggi "fiscali".
Il 22 settembre 2026 l'Agenzia ha segnalato email che annunciano la scadenza imminente per chiedere un rimborso di 5.626 euro, puntando sulla fretta. Il 21 settembre ha avvisato di SMS che invitano a entrare in un presunto sistema per leggere una nuova comunicazione fiscale. In entrambi i casi i link portano a siti malevoli che rubano dati personali, credenziali e dati finanziari.
Il 30 settembre 2026 l'Agenzia ha parlato di una "significativa riproposizione" delle false pagine per controllare lo stato di un rimborso IRPEF inserendo codice fiscale e anno. Questa ondata usa molti indirizzi web diversi, che imitano quello ufficiale o richiamano il fisco. L'unico dominio istituzionale è agenziaentrate.gov.it.
L'Agenzia disconosce questi messaggi. Raccomanda di non inserire dati o password su pagine aperte da link in comunicazioni inattese. In caso di dubbio consiglia di consultare la pagina "Focus sul phishing" del portale o di contattare l'ufficio competente.
È un tema da non trascurare proprio ora. Le comunicazioni vere dell'Agenzia, come quelle sulla liquidazione dell'IVA per chi non ha presentato la dichiarazione, arrivano via PEC e si trovano anche nel Cassetto fiscale. Confrontare sempre con il Cassetto è il modo più semplice per capire se un messaggio è autentico.