Una società che produce energia da un impianto fotovoltaico già allacciato e in funzione voleva aggiungere un grande sistema di accumulo a batterie (BESS). Il sistema si sarebbe caricato in parte dall'impianto e in parte dalla rete, anche per operare sui mercati elettrici. Il fornitore voleva fatturare con l'IVA al 22%. La società chiedeva invece l'aliquota del 10% prevista per gli impianti fotovoltaici e per i beni forniti per costruirli.
Nella risposta n. 181 del 2026 l'Agenzia ricorda che l'elenco degli impianti con IVA ridotta è tassativo. L'aliquota del 10% riguarda i beni finiti usati per costruire un impianto nuovo, o per ampliarlo. Non riguarda le migliorie o le modifiche di un impianto esistente. Non basta che il bene sia utile o collegato all'impianto: deve servire a realizzarlo.
Per l'Agenzia l'accumulatore è collegato all'impianto ma tecnicamente distinto, perché serve a "immagazzinare" energia e non a produrla. L'impianto funzionava già senza batterie, e l'accumulatore non ne è un ampliamento. Quindi nel caso esaminato si applica l'IVA ordinaria.
La risposta vale per il caso concreto presentato. Chiarisce però come l'Agenzia legge l'agevolazione quando si aggiungono batterie a impianti già esistenti.