Una società che gestisce servizi pubblici essenziali, attivi sette giorni su sette, vuole introdurre per il biennio 2026-2027 un piano di welfare per i dipendenti che lavorano abitualmente la domenica. Il piano prevede buoni benzina e buoni spesa multiuso. Il valore annuo dipende dalla fascia del lavoratore, cioè da quante domeniche l'anno sono richieste nel suo reparto: 16, 12 o 6.
L'Agenzia ricorda che, per legge, tutto ciò che il dipendente riceve dal datore di lavoro è reddito. L'articolo 51, comma 3, del TUIR fa però un'eccezione per beni e servizi sotto una soglia annua. Per il 2025, il 2026 e il 2027 la legge di bilancio 2025 ha fissato questa soglia a 1.000 euro, che salgono a 2.000 euro per chi ha figli fiscalmente a carico.
Nella risposta 189/2026, pubblicata il 23 ottobre, l'Agenzia conclude che i buoni previsti dal piano sono fringe benefit. Per questo non concorrono al reddito di lavoro dipendente, ai fini fiscali e contributivi, entro il limite complessivo dell'anno.
Restano due cautele. La soglia va calcolata sommando tutti i fringe benefit ricevuti nell'anno, voucher compresi: se viene superata, si tassa l'intero importo e non solo l'eccedenza. Inoltre il parere vale per i fatti descritti dalla società, che l'Agenzia ha preso per veri senza verificarli.